Gino Coppedé: l’apoteosi della fantasmagoria.

Gino_Coppedé

Personalità eclettica, genio incompreso, sognatore e “Enfant Terrible”, l’architetto fiorentino Gino Coppedé fu sicuramente uno dei personaggi più originali nel panorama italiano di fine Ottocento. I suoi progetti unici sia nella loro teorizzazione, che nella successiva realizzazione si distinsero fin da subito per un forte richiamo all’antico, in particolare al Medioevo, e per una ricchezza estrema nelle forme unita alla leggerezza delle costruzioni.

Egli ricevette numerose importanti committenze e ben presto arrivò anche a Roma per lavorare all’edificazione di un quartiere nuovo tra Via Tagliamento e Piazza Buenos Aires, che oggi porta il suo nome: il quartiere Coppedé. Questo gioiello architettonico fu concepito come un quartiere di rappresentanza per l’alta borghesia romana e ruppe drasticamente tutti gli schemi edilizi precedenti legati alla Roma dei Papi restauratori. La città eterna purtroppo non era ancora pronta a prendere le distanze dalla forte tradizione precedente e Gino Coppedé fu oggetto di giudizi negativi.

L’atmosfera surreale e a tratti inquietante che si respira passeggiando oggi per il quartiere ispirò alcuni registi, i quali scelsero i palazzi eccezionali come set cinematografici. Tra i film più famosi si ricorda “Cabiria”, un kolossal cinematografico italiano del cinema muto dagli imponenti allestimenti scenici, a quali persino Gabriele D’Annunzio contribuì in veste di sceneggiatore. Anche il maestro dell’horror made in Italy Dario Argento scelse di girare a Coppedé le scene di due suoi film“Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo”. In particolare, in quest’ultima pellicola ci sono forti riferimenti al legame tra i simboli misteriosi presenti sui palazzi e il mondo dell’occulto. Inoltre, non tutti sanno che il regista abita nel quartiere, ma non si sa bene dove.

A Coppedé infatti la riservatezza regna sovrana, al punto che sulla maggior parte dei citofoni delle case non compaiono i nomi dei residenti.

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