La Fontana delle Tartarughe.

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Nel centro di una delle più belle piazzette di Roma si erge la Fontana delle Tartarughe. Questa, in origine, non rientrava nel programma del 1570 che prevedeva la costruzione di 18 nuove fontane per celebrare il restauro dell’acquedotto Vergine. Il piano originale prevedeva una fontana in piazza Giudia, in pieno Ghetto. La famiglia Mattei però, grazie alla sua influenza in Campidoglio, riuscì ad ottenere che i nuovi condotti fossero deviati verso le sue proprietà. Il progetto di Giacomo della Porta datato al 1581 vide la sua realizzazione solo 7 anni dopo. Le celebri tartarughe sono però un’aggiunta tarda; si voleva con esse ovviare al fatto che gli efebi con le loro mani non riuscivano a raggiungere il catino superiore. L’armonica soluzione, patrocinata da papa Alessandro VII Chigi, è attribuita al Bernini o al Sacchi.

Legata alla Fontana è una delle leggende più note della città. Uno dei conti Mattei era un giocatore d’azzardo incallito, ridotto sul lastrico dopo un’ingente perdita. Per questo il suo futuro suocero si mostrava molto reticente nel dargli in sposa la sua adorata figlia. Il conte decise quindi di convincere il padre della sua futura sposa e di riscattarsi ai loro occhi invitandoli entrambi presso la sua residenza. Durante la notte fece costruire la splendida fontana e il mattino seguente invitò la sua amata e il genitore ad affacciarsi alla finestra dichiarando tronfio “Ecco cosa è capace di fare in poche ore uno squattrinato Mattei!”. Ottenne così la mano della fanciulla, ma per ricordare l’evento fece murare la finestra dalla quale si erano affacciati.

 

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